AGGREGAZIONE FAMIGLIARE
USO LEGALE DI TITOLI NOBILIARI
Il nostro Studio ha mandato esclusivo da parte d’importanti famiglie nobili italiane ed europee di procedere, con atto pubblico, all’aggregazione di coloro che, possedendo i requisiti necessari, ne facciano richiesta, con conseguente concessione del diritto d’uso dei Titoli Nobiliari, Arma, Qualifiche, Trattamenti e Predicati. Il 18 agosto 1880 Girolamo di Raffaello Mansi aggregò e lasciò erede delle sostanze e del nome il secondogenito del conte Stefano Orsetti il marchese Raffaello il quale perciò aggiunse ai propri titoli nobiliari il titolo di Marchese e fino alla dipartita dell'aggregante si chiamò Orsetti Mansi poi assunse il solo cognome Mansi. Comunque, Girolamo di Raffaello non fu l’unico ad utilizzare l’atto di aggregazione per permettere ad altri anche non appartenenti al proprio sangue di utilizzare titoli nobiliari, arma e nome propri, prima di lui ci fu il Card. Cosimo Orsini che negli anni 1477-1480 e 1483 aggregò alla sua famiglia Pietro di Ambrogio Martorelli con il diritto di usare per sé e discendenti in infinito l’arme ed il cognome Orsini. Gli Appiani di Milano originari di Pisa furono aggregati alla famiglia di Aragona nel 1465 assumendone il cognome Appiani d'Aragona. Ancora, la patente di famigliarità e di aggregazione fu concessa alla fine del 1600 anche dai Marchesi Malaspina Signori di Mulazzo a Signorino Crescini che aggiunse al proprio, il cognome Malaspina e ne inquartò l’arma alla propria. Lattanzio di Belisario Bulgarini, nel 1686, chiese ed ottenne di essere aggregato [V. Spreti, Enciclopedia Storico Nobiliare Italiana, Vol. II pag. 204 Milano,1928-36] con la sua discendenza in infinito alla famiglia d’Elci, assumendone il cognome ed il titolo ed inquartandone lo stemma, con diritto a succedere in tutti i privilegi e prerogative della famiglia d’Elci, qualora questa venisse ad estinguersi. Ancora i San Martino aggregarono [V. Spreti, Enciclopedia Storico Nobiliare Italiana, Vol. IV pag. 444 Milano,1928-36] i Marchetti, i Birago detti di San Martino di Vische, e per i Perrone. Nel privilegio del 1582 è detto che gli aggregati: “ debbano e possano gioir e godere di tutte le honoranze, preheminenze, privilegi, dignità, gradi, titoli, immunità, asili, diritti, ragioni, concessioni, armorie, insegne, et altre cose [...], siccome essi fossero nati et procreati dal loro stesso ceppo, agnatia, prosapia et sangue”. Lelio Orsetti non avendo avuto figli maschi sarebbe stato l'ultimo della sua famiglia, per questo con testamento redatto nel 1926 e pubblicato nel 1939, espresse il desiderio che suo nipote Stefano de Sanctis, figlio primogenito del barone Giuseppe de Sanctis e di sua figlia Ersilia (detta Bebetta) Orsetti, nato il 22 Ottobre 1910, fosse autorizzato ad assumere il cognome Orsetti. Questo desiderio fu esaudito dal Presidente della Repubblica Italiana Luigi Einaudi con suo decreto in data 29 Marzo 1949, e così, da allora, Stefano de Sanctis divenne Stefano Orsetti, mentre i suoi fratelli e sorelle continuarono a chiamarsi de Sanctis. Nel 1983 Umberto II ha concesso a Lelio Orsetti (tuttora vivente) figlio di Stefano Giuseppe il titolo di Conte (mpr); In quanto il titolo di Conte Palatino di Casa Orsetti fu riconosciuto al Marchese Raffaello Mansi (nato Orsetti) e a tutti i maschi con D.M. di ric. 14 apr. 1929. Come il citato Girolamo di Raffaello che aggregò Raffaello nato Orsetti, in data 2 aprile 2012 con atto pubblico il marchese Luigi del fu Gerardo Mansi, conte palatino, patrizio di Lucca, nato a Milano nel 1973 ha aggregato alla propria Casa il dottor Emilio Petrini nato a Lucca nel 1975 con il diritto di uso legale per sé, i suoi e successori all’infinito dei titoli nobiliari, dell’ Arma di Famiglia e del cognome MANSI, da aggiungere al proprio, in modo che il suo nome e cognome così risulti: “Conte Emilio Petrini Mansi, Nobile dei Marchesi, Patrizio di Lucca”; Pertanto, quale aggregato gode di tutti i privilegi, diritti, prerogative, riguardi, trattamenti e facoltà, usi e consuetudini, nessuno escluso e/o eccettuato di Casa Mansi, diritti che al Conte Emilio Petrini Mansi sono stati legalmente riconosciuti anche negli atti civili e religiosi. PER INFO SULLA CASA MANSI:        www.marchesemansi.it
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