AMOROSO D’ARAGONA
SENTENZE
Antica Casata porfirogenita dei Serenissimi Prinicipi Imperiali Amoroso Comneno Angelo Flavio Lascaris Paleologo d’Aragona, discendenti legittimi in linea retta mascolina dagli augusti Imperatori romani d’Oriente della Dinastia frigia d’Amorio, violentemente spodestata e mai debellata, e perciò Sovrani pretendenti al trono imperiale di Costantinopoli. Circa il Diritto, lo “Jus” dei Principi AMOROSO ad aggiungere, anche all’Anagrafe, i Cognomi Imperiali COMNENO ANGELO FLAVIO LASCARIS PALEOLOGO, possiamo dire che Esso proviene dalla Bolla “Magnae devotionis  tuae“ di Sua Santità Papa Pio II,  del 16 marzo 1464, stile fiorentino, mentre il diritto ad aggiungere ancora il Regio Cognome d’ARAGONA  deriva dal Diploma del Re Ferdinando I d’Aragona, del 23 marzo 1492. Entrambi i documenti in questione, in seguito a perizia ordinata d’ufficio, furono riconosciuti autentici e perciò produttivi di effetti giuridici incontrastabili, sin dal 3 dicembre 1907, con Sentenza irrevocabile del Regio Tribunale di Palmi. Segue un elenco tra le tante di Sentenze riconoscenti non soltanto la reale esistenza, ma la storica importanza di questa Illustrissima Casata Imperiale e la legittimità di quanto da essa concesso: Regio Tribunale di Palmi, 3 dicembre 1907. Tribunale di Avezzano, 18 giugno 1914. Pretura di Napoli, 7 agosto 1929. Pretura del Mandamento d’Ischia dell’11 aprile 1936, XIV. Pretura di Napoli X^ Sezione, 28 dicembre 1938 (Sentenza nr. 15420; nr. 229986/R.G./1938; assoluzione per Alfonso Camagna, insignito del titolo di Commendatore di Grazia dell’Ordine di S. Maria di Betlemme e riconoscimento dell’Ordine stesso quale Dinastico degli Amoroso d’Aragona). Tribunale di Roma, 23 ottobre 1939 (contro il Conte Prof. Temistocle Bertucci – poi noto Perito in Araldica del Tribunale di Roma - ed altri, sempre circa l’Ordine Betlemita, dinastico. Tale Sentenza fu confermata il 15 giugno-25 luglio 1940 dalla Corte di Appello: Corte di Appello di Roma, II^ Sezione, Sentenza 1094/1940. Pretura di Napoli, 11 luglio 1941 (contro Antonio Padula, sempre circa due Ordini Dinastici degli Amoroso d’Aragona, il Betlemita innanzidetto e l’Ordine di S. Giovanni d’Acri e  S. Tommaso, con riconoscimento della legittima origine ed esistenza degli Ordini Cavallereschi, la qualità di Gran Maestro al Principe Don  Pietro Amoroso d’Aragona e la legittimità dei titoli conferiti ed usati dall’insignito). Pretura di Napoli, 2 febbraio 1942 (contro Filippo Nappi, circa il titolo di Commendatore di Grazia dell’Ordine di S. Maria di Betlemme etc.). Pretura di Bari, 26 giugno 1945 (contro Demetrio Di Demetrio, circa l’Ordine Militare ed Ospedaliero di S. Giovanni d’Acri e S. Tommaso, etc.). Tribunale Civile e Penale di Bari, 8 settembre 1945 (Sentenza n. 1019. In questa basilare Sentenza si ebbe la correzione degli Atti Anagrafici e conseguentemente risultò la discendenza imperiale ed il Titolo Nativo di “Principe” ai componenti della Famiglia AMOROSO d’ARAGONA). Pretura di Bari, 20 agosto 1945 (contro Lucatello, Ventola, Severo-Vernice, Capozza, Palmieri, Lipartiti e Pertusi, circa titoli Cavallereschi e Nobiliari dei due Ordini Equestri e Nobilitanti sopra menzionati etc.). Pretura di Bari, 1° marzo 1946 (contro Carlo Bonetti,  circa l’Ordine Betlemita per l’abuso del Titolo di Fiduciario pro Tempore dell’Ordine di S. Militare ed Ospedaliere di S Maria di Betlemme su denuncia del legittimo Gran Maestro dell’Ordine S.A.I.R. il Principe Imp. e R. Prof. Dott. Don Pietro AMOROSO d’ARAGONA. Venne riconosciuto giusto quanto affermato da Don Pietro e venne condannato penalmente il Bonetti). Tribunale di Napoli, 30 settembre 1946 (contro il Principe Pietro Amoroso, Alfredo Fella, Giuseppe Rogliano, Umberto Romano circa i due Ordini Dinastici sopra menzionati, etc.). Tribunale Civile di Napoli, 30 settembre 1946 (Sentenza Camerale su Istanza del Barone Tonker di Apamea). Tribunale Penale e Civile di Roma, 8 novembre 1946 (Sentenza di chiarificazione e legittimità in cui si ribadiva l’estraneità dell’Ordine Militare ed Ospedaliero di S. Maria di Betlemme dall’Associazione Ecclesiastica di Mons. EFTIMIOS denominata “Ordine di Nostra Signora di Betlemme”). Consiglio di Stato, 19 febbraio 1947 (Decisione della IV Sezione nella quale si afferma che lo Stato ha l’obbligo di uniformarsi alle Sentenze definitive della Magistratura ed annulla le avvertenze del Ministero dell’Interno e della Presidenza del Consiglio dei Ministri). Pretura di Busto Arsizio, 27 giugno-12 luglio 1947 (contro Giuseppe Marino e Giuseppe Mucedero, circa l’Ordine Betlemita). Tribunale Civile di Trani, 26 ottobre 1948 (Sentenza Camerale su Istanza del Conte Maglione di Melasso). Pretura di Roma, XII^ Sezione, 5-19 dicembre 1948 (Nr. 1057/48, nr. 22835 R.G./48; contro Raffaele Rosso circa il titolo di Conte di San Secondo,  concesso dal Principe Don Pietro Amoroso d’Aragona). Pretura di Vico del Gargano (Foggia), 23 marzo 1949 (contro il Conte Dott. Angelo de Zio per il titolo di Conte di Cesarea, Amoriense, etc.). Pretura di Vico del Gargano (Foggia), 23 maggio 1949 (Sentenza nr. 102/1949, nr. 160 R.G./49; contro il Principe Don Pietro AMOROSO d’ARAGONA e quanto da esso rivendicato in generale. Questa Sentenza riconobbe a Don Pietro ed ai Suoi Discendenti le qualifiche di “Principe” e di “Altezza Imperiale”). Tribunale Civile di Padova, 19 giugno 1951 (Sentenza di riconoscimento e trascrizione di predicati nobiliari delle Case d’Asburgo, Calzavara di Castelmauro e di quella di Amorio, Calzavara di Corinto). Tribunale Civile di Trani, 23 ottobre 1951 (Sentenza di riconoscimento e trascrizione di predicato nobiliare Amoriense, De Zio di Myra). Sentenze emesse dopo l’entrata in vigore della Legge 3 marzo 1951 n. 178 Tribunale Civile di Teramo, 18 luglio 1952 (Sentenza di riconoscimento e trascrizione di predicato nobiliare Amoriense, Trojani d’Arassa e trasformazione per constatato errore di trascrizione da parte dell’Ufficio dello Stato Civile del cognome Troiani in Trojani). Tribunale Civile di Enna, 23 luglio 1952 (Sentenza di riconoscimento e trascrizione di predicato nobiliare Amoriense, Rosso di San Secondo). Tribunale Civile di Enna, 08 aprile 1953 (Sentenza di riconoscimento e trascrizione di predicato nobiliare Amoriense, Giannò di Zenata-Ben Asciur e di Cartulano Mori). Tribunale Civile di Vicenza, 08 aprile 1953 (Sentenza di riconoscimento e trascrizione di predicato nobiliare Amoriense, Valcasara di Monte Mileto). Tribunale di Benevento, 16 febbraio 1954 (Sentenza di riconoscimento e trascrizione di predicato nobiliare amoriense Del Bo di Torre Rotonda). Tribunale Civile di Benevento, 15 giugno 1954 (Sentenza di riconoscimento e trascrizione di predicato nobiliare Amoriense, Moratti di Valle Nestore). Pretura di Paliano, 2 aprile 1954. Tribunale Penale e Civile di Venezia, 22 aprile 1954 (Sentenza di riconoscimento e trascrizione di predicato nobiliare Amoriense, Valente di Valbruna). Corte di Appello di Bari, 9 giugno 1956 (Sentenza N. 285-1956, N. 4101 cron., N. 26054 Mod. VI, MORATTI Angelo fu Albino Emilio di Valle Nestore contro MORATTI Angelo fu Augusto). Pretura di Cagliari, 27 febbraio 1957. Tribunale Civile e Penale di Ferrara (Sentenza di riconoscimento e trascrizione di predicato nobiliare Amoriense, Bruno di Noepoli), 26 giugno 1957. Corte Suprema di Cassazione, 23 aprile 1959 (Sentenza n. 2008 del 23 aprile 1959, Reg. Gen. N. 3909, III Sez. Penale: “piena assoluzione, ristabilimento del Diritto di Concessione ed accertazione degli Ordini Cavallereschi Non Nazionali”). Circa la liceità dei Titoli anche in ambito Vaticano. Circa la liceità dei Titoli anche in ambito Vaticano, possiamo ben notare che data l’esistenza di privilegi (anzi, abbiamo addirittura Bolle Papali) nei confronti del casato Amoriense (ad esempio Papa Calisto III ne emise a favore dell’Ordine dei NEMAGNA), la Giurisprudenza insegna che le concessioni fatte dal Pontefice sotto l’impero del Governo Pontificio, in qualsiasi modo espresse, sia per editto o rescritto, che per semplice lettera, avevano l’efficacia di Legge e vincolavano lo Stato, finché non fossero revocate dallo stesso Pontefice, però la revoca deve risultare da un atto positivo e non negativo (cfr. Cassazione di Roma, 11 maggio 1907, in Giuisprudenza. Itaiana, 1907, I, 1, 632): ma è noto pure che per la Cancelleria Apostolica è una regola di non derogare ai diritti acquisiti (cfr. Rivista Araldica del 1935, pag. 60) ed infatti Ordini Dinastici come quelli Amoriensi e Nemagnici non furono mai revocati da alcun Pontefice, ma anzi si trovarono riconosciuti pure da Sentenze ed implicitamente confermati da Benedizioni Apostoliche.               
NOTIZIE E BIBLIOGRAFIA
I Principi Amoroso d’Aragona vengono dal 1742 citati come Cavalieri di Giustizia: Barone SALVATORE CARBONELLI di LETINO, Ruolo dei Cavalieri Costantiniani dal 1734 al 1894, Napoli 1895, Tip. A. Tocco; Prof. Dott. Francesco Rodriguez del R. Liceo Ginnasio G. Vico in Napoli, Le Famiglie Porfirogenite, Estratto dalla “Rivista Araldica e Genealogia” Anno I, n.1 Gennaio Febbraio 1933-XI; Costituzioni del Sovrano Ordine Costantiniano di San Giorgio, con la serie cronologica dei Gran Maestri dal I Gran Maestro Ereditario Michele II Balbo d’Amorio al XXXIX Gran Maestro Ereditario S.A. il Principe Francesco. Indicazioni bibliografiche relative alla voce “Amorio” e “Amorosi/o” tratte dall’opera di V. Spreti e G. Degli Azzi – Vitelleschi, Saggio di bibliografia araldica italiana. Milano 1936: Blasio (de) Agnello Alessio, Ragguaglio storico della famiglia Amoroso e della sua imperiale origine. Napoli, 1692, 4°. Carosi Camillo, Per la baronessa D. Maria Maddalena Amorosi posseditrice del feudo di Pizzi, detto anche “le Casciarie”, avverso le pretensioni del R. Fisco, ecc. Memoria. Napoli, 1747, 4°. Giordano Giovanni N., La dinastia di Amorio ed i suoi discendenti. Napoli, 1880, 8°. Giudice (del) Giuseppe, Gli Amoroso di Alessano, marchesi del real soglio di Polonia, e la loro origine imperiale. Napoli, 1900, p. 60. Padiglione Carlo, Ricerche sugli Amoroso, principi di Amorio, nei secc. XIII e XIV. Napoli, 1903, 16°. Padiglione Carlo, L’Ordine di San Giovanni d’Acri e di San Tommaso, e i suoi Gran Maestri, dal 1205 al 1898. Napoli, 1898, 8°. Palumbo Antonio, Gli Amoroso, principi di Amorio, nei secc. XVI e XVII. Napoli, 1886, 8°. Pansa Giovanni, Nicola Amoroso, detto “di Bari”, e la sua discendenza in Amalfi fino al 1402. Napoli, 1910, 8°. Pellegrino Camillo, dell’Origine dell’antica famiglia detta Amoroso. Napoli, 1644, 8°. Tomasi (de’) Giordano G., Origine e genealogia degli Amoroso di Bari, Baroni di Triggiano, nell’epoca greca, normanna e sveva (820-1266). Napoli, 1901, 8°. Ancora sui Principi Amoroso d’Aragona: Arturo Codignola, L’Italia e gli italiani. Genova, 1947. Gennaro Vaccaro, Panorama Biografico degli italiani d’oggi. Roma, 1956, Vol.I. Domenico Triggiani, Dizionario degli autori. Bari, 1960. “Chi Scrive”, repertorio bio-bibliografico e per specializzazioni degli scrittori italani, Ist. Librario Int.le Milano, 1962. Domenico Triggiani, Per la Storia della letteratura italiana contemporanea. Bari, 1967. Istituto Grafico Editoriale Italiano direzione Raffaele Rubino, Dizionario Biografico dei Meridionali. 1974 Vol. I. Pasquale Sorrenti, Repertorio bibliografico degli scrittori pugliesi contemporanei. Bari, 1976. Rivista del Collegio Araldico, Anno XXXVI 1938, XVI. Roma presso il Collegio Araldico.
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